PET THERAPY

PET THERAPY: PROTOCOLLO DI INTERVENTO PER MIGLIORARE LE CAPACITA’ ATTENTIVE E DI AUTOCONTROLLO NEI BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI O IMPULSIVI

 

Per bambini con problematiche di disattenzione, impulsività e iperattività, si realizzano protocolli di intervento che integrano gli ormai consolidati programmi cognitivo-comportamentali con la Pet Therapy (Terapia Assistita da Animali): Luna, un golden retriever appositamente formato, affianca la psicoterapeuta nel training con il bambino rendendolo più divertente, motivante e quindi efficace.

Il percorso è così articolato:

- fase di assessment: attraverso colloqui e questionari per i genitori ed osservazioni e approfondimenti testistici per il bambino si delinea la problematica specifica (ad esempio un deficit attentivo oppure una carente capacità di inibizione e controllo della risposta impulsiva) per individuare la modalità di intervento più efficace

- fase motivazionale: la presenza attiva di Luna come “co-terapeuta” in seduta facilita l’intero percorso di trattamento: il bambino infatti, divertendosi con il cane, partecipa più volentieri agli incontri, crea più facilmente una relazione positiva con la psicoterapeuta e svolge con maggior impegno gli esercizi proposti

- fase di trattamento rivolta al bambino: sulla base dei dati raccolti in assessment, al bambino viene proposto un training cognitivo e metacognitivo supportato ed integrato da specifiche attività ed esercizi con il cane; il tutto è pensato per potenziare specificatamente le aree risultate deficitarie nel bambino. Ecco alcuni esempi di attività con il cane:

- “GUARDAMI” per migliorare l’attenzione prolungata su uno stimolo: il cane è addestrato a rimanere immobile e a guardare negli occhi con il comando verbale “guardami” accompagnato dal gesto corrispondente (dito in mezzo alle sopracciglia); Luna e il bambino si sfidano a chi riesce per più tempo a stare fermo guardando negli occhi l’altro

- “IL PERCORSO” per inibire la risposta impulsiva e migliorare l’autocontrollo motorio: il bambino, tenendola al guinzaglio, guida Luna in un percorso a slalom tra conetti e dovrà fermarsi o proseguire in base all’istruzione verbale (“fermo” “vai”) della psicoterapeuta; il compito è facilitato dal fatto che anche il cane è in grado di rispondere agli stessi comandi

- fase di trattamento rivolta ai genitori: è previsto un percorso di Parental Training in cui vengono fornite ai genitori informazioni sul tipo di problematica del bambino, si spiegano e discutono strategie e stili educativi e si imposta un programma comportamentale da svolgere a casa

- fase di verifica: a conclusione del percorso, attraverso l’impiego di strumenti testistici, osservazioni e confronto con i genitori, si valuta l’effettiva compensazione del deficit iniziale e del più generale benessere del bambino

PET THERAPY: PROTOCOLLO DI INTERVENTO PER TRASFERIRE ABILITA’ DI FRONTEGGIAMENTO A BAMBINI CON DISTURBI D’ANSIA O FRAGILITA’ EMOTIVE

 

Per bambini con fragilità emotive o disturbi d’ansia, si realizzano interventi in cui i consolidati programmi cognitivo-comportamentali sono supportati dalla Pet Therapy (Terapia Assistita da Animali): Luna, un golden retriever appositamente formato, è la dolce e divertente “co-terapeuta” che affianca nelle sedute la psicoterapeuta rendendo il clima sereno e disteso consentendo anche a bambini molto insicuri e inibiti di sentirsi a loro agio e di esprimersi.

Ecco i passi in cui si articola il percorso:

- fase di assessment: preliminari approfondimenti con i genitori e con il bambino consentono di inquadrare la problematica specifica (ad esempio ansia sociale, ansia da separazione, fobia) per orientare il successivo intervento.

- fase motivazionale: per il bambino con problematiche d’ansia o fragilità emotive prerequisito fondamentale al buon esito dell’intervento è il sentirsi sicuro e a suo agio nel setting clinico; in questo senso, la presenza di Luna, che accoglie il bambino all’arrivo in studio scodinzolando e cercando coccole e che lo accompagna per tutta la seduta creando un clima ludico e disteso, gli consente di affrontare più facilmente timidezza e insicurezza nell’esprimersi, di allentare la tensione dopo un’attività impegnativa e di tornare volentieri all’incontro successivo.

- fase di trattamento rivolta al bambino: da quanto emerso dall’assessment, viene progettato un programma volto a trasferire al bambino abilità di fronteggiamento in cui solitamente si integrano strategie psicofisiologiche (rilassamento), cognitive (modifica dei pensieri disfunzionali) e comportamentali (esposizione graduale alle situazioni temute). In base alle necessità, il cane agirà da supporto e facilitatore nell’apprendimento di tali tecniche; vediamo come attraverso alcuni esempi:

- “STRATEGIE PSICOFISIOLOGICHE”: fondamentali per fronteggiare qualsiasi problema di ansia. Per il bambino è più facile e motivante imparare tecniche di respirazione e di rilassamento sdraiato sul tappeto con il cane, appoggiando la mano sulla sua pancia per seguire il ritmo del suo respiro profondo ed accarezzando il suo pelo morbido; oppure è più divertente apprendere a rilassarsi con tecniche di massaggio dolce guidato da filastrocche sperimentandolo su Luna che dimostra il suo apprezzamento mettendosi a zampe all’aria per farsi massaggiare la pancia 

- “ESPOSIZIONI”: affrontare gradualmente ciò che si teme è la chiave di volta per vincere l’ansia. Per il bambino con fobia specifica dei cani è più facile cominciare ad avvicinare un cane tranquillo, percepito sotto il suo controllo perché addestrato a rispondere a specifici comandi e in grado di svolgere divertenti giochi; per il bambino con ansia sociale può essere rassicurante e d’aiuto allenarsi ad esprimersi davanti al cane prima di affrontare “un pubblico” di persone.

- fase di trattamento rivolta ai genitori: solitamente sono previsti un intervento di psicoeducazione sulla problematica del figlio e la condivisione di strategie comportamentali e cognitive per facilitare le esposizioni a casa

- fase di verifica: a conclusione del percorso, attraverso approfondimenti sia con i genitori sia con il bambino, si valuta l’effettivo superamento della problematica ansiosa e del più generale benessere raggiunto.

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