«Le donne incinte non dovrebbero leggere libri che trattano di gravidanza e parto. Dovrebbero, piuttosto, guardare la luna e cantare al loro bimbo in grembo».

(Michel Odent)

 

PREMESSA

La relazione madre-bambino si sviluppa in un ambito non verbale fin dal concepimento. La musicoterapia consente alla coppia madre-bambino di iniziare a comunicare da subito, in modo che la nascita non sia l’inizio di un rapporto ma la sua continuazione. Numerosi studi ed esperienze, in Italia e all’estero, sostengono l’utilità di affiancare attività sonoro-musicali ai tradizionali corsi di preparazione al parto. I cambiamenti che avvengono durante i nove mesi, infatti, sono talvolta accompagnati da momenti di ansia, stress, paura e affaticamento; l’esperienza sonoro-musicale può essere un valido aiuto per migliorare la salute emotiva della donna e permetterle di raggiungere uno stato generale di benessere psicofisico. Nelle sedute di musicoterapia la madre si prepara anche alla nascita del bambino abituandosi ad ascoltarne le azioni-reazioni motorie in risposta al suono della voce e della musica, ascoltando se stessa, i suoi ritmi interni e il loro modificarsi con il procedere della gravidanza. Questo le consente anche di essere in ascolto e pronta ad assecondare i segnali provenienti dal suo corpo e dal suo bambino.

 

COME INTERVIENE

Il percorso è così strutturato:

  • Un colloquio di carattere conoscitivo durante il quale, insieme al musicoterapista, viene compilata una scheda con l’anamnesi sonoro-musicale ((storia sonoro-musicale e rapporto con suono e musica);

  • Un ciclo di 10 incontri (ripetibili) a cadenza settimanale della durata di circa 40-45 minuti per le sedute individuali e di 1 ora e 30 minuti per i piccoli gruppi. Gli incontri saranno strutturati in modo flessibile in base alle esigenze di ogni partecipante;

 

LE PROPOSTE

Partendo dalle necessità e dalle richieste del gruppo o del singolo, il musicoterapista preparerà un progetto personalizzato nei tempi, nei modi e negli obiettivi. Saranno proposte attività ritmico-sonore per favorire la relazione madre-figlio e lo sviluppo strutturale e funzionale del bambino (processo di maturazione delle vie sensoriali acustiche e del sistema nervoso). La musica che più gradisce il bambino è quella prodotta dalla madre e in particolare dalla sua voce: la colorazione timbrica e melodica della voce materna veicola emozioni e affetti, è una carezza sonora ma anche un importante strumento di comunicazione. Il canto aiuta a migliorare il respiro, a distendere il tono muscolare e a far scoprire il piacere di cantare per il bambino. Durante gli incontri verranno, quindi, proposte attività per l’uso spontaneo della voce e saranno create ninne nanne e filastrocche che le future mamme potranno utilizzare. Il canto prenatale diventa un modo per prendersi cura del piccolo ancora non nato e crea una continuità nella relazione al momento della nascita e nei primi mesi di vita. Nel corso degli incontri saranno previsti anche ascolti musicali per rilassare, distendere, favorire il contenimento dell’ansia e aiutare la gestante a creare immagini positive e piacevoli. Verranno, altresì, proposte improvvisazioni sonoro-musicali con semplici strumenti (tamburi, maracas, triangoli, sonagli, piatti, legnetti) per consentire alle madri di esprimersi musicalmente con libertà. L’uso di alcuni strumenti, inoltre, può facilitare la relazione con il nascituro, attivando uno scambio di segnali ritmico-sonori che avvicinano la madre al suo bambino in un vero e proprio dialogo.

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PANTA REI

Psicologia

Psicoterapia Nutrizione

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